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venerdì 4 ottobre 2013

Torta al cioccolato e latte di cocco



I colori più belli sono quelli caldi che la natura ci regala ad Ottobre


"Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria;
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino
di questo vecchio sole ottobrino
che splende nelle vigne saccheggiate."
V.Cardarelli


Amo l'autunno, la luce calda di certe giornate, i profumi, le ceste di mele e di noci, le zucche, le cataste ordinate di legna, pronte per il primo fuoco nel camino, le lunghe passeggiate in campagna.




E' un momento di rinascita, preannuncia un nuovo inizio, ed io mi sento piena di energia e di equilibrio: corro, mangio sano e torno finalmente a rilassarmi in cucina!




Torta al cioccolato e latte di cocco


Per la torta:

55 grammi di cioccolato fondente (al 70%)
85 grammi di cacao amaro in polvere
200 ml di acqua bollente
145 grammi di farina 00
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/4 cucchiaino di sale
90 grammi di burro morbido
180 grammi di zucchero semolato
50 grammi di zucchero di canna scuro
2 uova
275 ml di latte di cocco 

Per la ganache

125 ml di latte di cocco
 
125 grammi di cioccolato fondente (70 %)

Foderare una teglia rettangolare (non troppo capiente) con carta da forno e accendere il forno a 180 ° C. 
Tritare il cioccolato e metterlo in una ciotola con il cacao in polvere. 
Versarvi sopra l'acqua bollente. 
Mescolare fino a quando il cioccolato si sarà sciolto e la crema sarà liscia. 
Mettere da parte e lasciare raffreddare. 
Setacciare la farina, il bicarbonato, il lievito e il sale in una ciotola. 
Sciogliere il burro in una piccola casseruola. 
Unire gli zuccheri in una ciotola e aggiungere il burro morbido, frullando fino ad ottenere una crema soffice e ben montata, quindi aggiungere un uovo e continuare a montare.
Aggiungere l'altro uovo e frullare per altri 3 minuti circa, fino a quando il composto diventa chiaro e spumoso. 
Aggiungere il latte di cocco, sempre frullando, e poi il mix di cioccolato sciolto.
Infine aggiungere la farina e gli altri ingredienti in polvere, precedentemente miscelati.
Versare nella teglia preparata. L’impasto sarà piuttosto liquido.
Cuocere per 30 -  40 minuti, o fino alla prova stuzzicadenti. 

Lasciare raffreddare la torta e preparare la glassa:

Tritare il cioccolato in piccoli pezzi e metterlo in una piccola ciotola. 
Versare il latte di cocco in un pentolino e appena arriva a bollore versarlo sul cioccolato. 
Lasciare riposare per un minuto, quindi frullare fino ad ottenere una crema liscia. 
Lasciare raffreddare per 10 minuti prima di versare sulla torta. 

Cospargere, se volete, con farina di cocco.


mercoledì 29 agosto 2012

Una lunga, terribile estate


Il 29 luglio scorso, esattamente un mese fa, di domenica mattina, mio padre moriva
nel suo letto, circondato dall'amore della sua famiglia.

La fase più importante della mia vita si è conclusa, irrimediabilmente, non esiste più.
Mi sento amputata. 
Ho perso una parte di me, delle mie radici.

Ho avuto un papà solido, forte e buono, intraprendente ma realista, generoso ed altruista.
Era un uomo carismatico, colto, appassionato di storia, tanto che avrebbe potuto insegnarla a scuola.
Mio padre è morto per una malattia che gli ha prosciugato il corpo, ma il suo spirito è rimasto fino all'ultimo quello di un ventenne, con in testa un milione di sogni e di progetti.
Ho sempre pensato che fosse nato sotto una buona stella, non poteva che avere una vita meravigliosa davanti e l'ha vissuta godendo di ogni momento.
La sua vita poteva essere un romanzo, ma non è riuscito a finire di scrivere le sue memorie.
E' sempre stato però un "instancabile narratore di meravigliose avventure", come dice mia figlia.
Storie che sono impresse nei nostri cuori e che niente potrà cancellare.

Lo cerco ovunque, attenta a qualsiasi segnale.
E lo sento, costantemente. 
Mi accompagna, ci accompagna.
Lo vedo in mio fratello e nei gesti delle mie sorelle. 
Lo vedo quando guardo mio nipote, figlio di mio fratello, che è il suo clone-bambino e che si starà 
chiedendo come mai queste zie stiano diventando ancora più "appiccicose".
Lo vedo guardando il luogo in cui viviamo, gli alberi che ha piantato, tutto ciò che ha costruito.
Ho il suo naso, la sua bocca, e le sue mani e
quando perdo la pazienza mi accorgo di reagire esattamente come lui.
Quello che  non potrò più avere, è il suo abbraccio, un suo prezioso consiglio,
sono le sue critiche stimolanti, è il suo conforto, il suono della sua risata.

Mi manca così tanto che a volte il vuoto è insopportabile e la disperazione sembra non avere fine. 
Ci sono momenti invece in cui, sorprendentemente, riesco a distrarre il pensiero 
e persino a ridere di qualche cosa.
Mi sembra così terribilmente strano: la vita va avanti, anche senza di lui.

Mio padre ha vissuto dagli otto ai ventidue anni vicino a Tripoli, in Libia, in una fattoria. 
Ritornava in quella città appena poteva, spesso accompagnato da mia madre.
 Al ritorno ne descriveva profumi, sapori, la brezza del mare, 
il caldo secco che toglieva tutti i dolori alle ossa, la cordialità e l'onestà della gente, 
i vicoli della città vecchia, con le sue botteghe artigiane e le spezie che entrano nei polmoni. 
Rimaneva ogni volta incantato di fronte alla bravura degli artigiani che lavorano l'oro.


Quando scendeva finalmente dall'aereo, la sera, non vedeva l'ora di infilarsi nel suo ristorantino preferito, 
vicino al mare, per gustarsi una shorba aromatica, come "solo a Tripoli sanno fare!".
La prima foto è stata scattata da mio padre in uno dei suoi ultimi viaggi, durante una cena a casa di amici.
In primo piano l'immancabile couscous, in secondo piano le ciotole di shorba.


Se ho un rimpianto, ora, è di non averlo mai accompagnato in uno dei suoi viaggi nella terra che amava tanto.

Per anni ho cercato una ricetta che potesse assomigliare alla sua shorba.
Nei suoi ultimi giorni, quando aveva ormai perso la voglia di mangiare,
per invogliarlo avevo tradotto dall'arabo una decina di ricette e ne avevo elaborato una versione.
E' stata una delle ultime cose che ha mangiato con gusto. 
"E' lei!", mi ha detto!
Eccola la tua shorba papà, con tutto il mio amore.



Shorba (zuppa) tripolina di pollo e spezie



Ingredienti per 4/6 persone:

250 grami di polpa di pollo (sottocoscia o petto)
8 cucchiai di olio di oliva extra vergine
qualche pomodoro fresco da salsa, privato della pelle e ridotto a piccoli cubetti
(va bene anche salsa di pomodoro già pronta)
1 tazza di ceci lessati
2 cipolle affettate finemente
1 cucchiaio di sale
1/2 cucchiaino di pepe di Cajenna (solo se vi piace piccante)
1/2 tazza di pastina tipo "risini" o orzo
1/2 tazza di prezzemolo tritato
1/2 tazza di coriandolo tritato
un pugno di menta fresca tritata
10 tazze di acqua (in due aggiunte)
1 cucchiaio e 1/2 di mix di spezie nordafricano*

In una pentola abbastanza alta versare l'olio e la cipolla a rosolare.
Aggiungere il pollo, tagliato a coltello in pezzetti molto piccoli e lasciarlo colorire.
Aggiungere i ceci, leggermente schiacciati con l'aiuto di una forchetta.
A fuoco medio aggiungere il pomodoro, il mix di spezie, il pepe di cajenna e il sale.
Lasciare insaporire qualche minuto e aggiungere 5 tazze di acqua.
Una volta raggiunto il bollore, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per una quarantina di minuti.
Aggiungere l'acqua rimanente e riportare la fiamma a fuoco medio.
Quando raggiunge l'ebollizione aggiungere la pastina, mescolando spesso.
Una volta cotta, spegnere il fuoco e aggiungere prezzemolo, coriandolo e menta tritati.

Mix di spezie nordafricano:

3 cucchiai di cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano tritati (io non l'ho messo)
3 cucchiai di paprika
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di pepe nero macinato
1 cucchiaino di cumino in polvere (io ne ho messa una puntina)

Mescolare tutti gli ingredienti e conservare in un barattolo chiuso, in luogo fresco.





martedì 27 marzo 2012

Torta e buffet di compleanno: Jake e i pirati dell'isola che non c'è!



Domenica abbiamo festeggiato i due anni del mio nipotino Tommaso!
Una soleggiata giornata di primavera e  una temperatura gradevolissima ci hanno permesso di passare tutto il pomeriggio all'aperto, con grande divertimento di adulti e piccini!


Ecco il tavolo imbandito a tema:




La torta, una "madeira" decorata con pasta di zucchero e farcita con crema al mascarpone e ganache di cioccolato bianco, insaporita da strati di fragoline di bosco:







E il buffet:


panini napoletani, qui la ricetta, e sul retro cuoricini al prosciutto




in primi piano bicchierini di tiramisù, dietro minihamburger

cupcakes

 torta sbrisolona

  biscotti decorati

Potrete vedere altre foto qui qui:)

Le bandierine e le decorazioni dei cupcakes e dei cakepops, sono state scaricate e stampate dalla mamma di Tommy da questo sito.
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Per quanto riguarda la nostra staffetta, oggi è il turno di Tinuccia, con la sua "Pastiera in Lucania", e di Pasqualina, con la "Pastiera con grano passato"!

Passate anche domani, se vi interessa la versione di pastiera che ho scelto:)

venerdì 23 marzo 2012

Fagottini di mela, con Lube Cucine



La mia amica Elena, consulente della Lube Cucine, mi ha invitata a raccontare per il loro nuovo blog "A tavola con Lube", la mia passione per la cucina intesa come spazio abitativo, e di abbinarci una ricetta.
Non  potevo  che  scegliere  un  dolce  con  le  mele:  è  il  piatto  che  più  di ogni  altro  mi suggerisce  l'idea  di  una  cucina  accogliente!
Nel  blog  di Lube hanno già raccontato la loro concezione di cucina anche Caris, Teresa e Tinuccia, e prossimamente altri blogger parteciperanno a questa iniziativa!
Questa è la descrizione della mia cucina ideale, con ricetta abbinata:
E’ domenica mattina, una soleggiata mattina di primavera.
Mentre lavoro la sfoglia sul tagliere, sul piano di marmo lucido lì accanto, riposa nella ciotola, iniziando a crescere, l’impasto per il pane della domenica.
E subito oltre, tutti in fila in un vassoio, i cupcakes stanno per essere decorati da mia sorella, armata di sac à poche .
L’impastatrice è di nuovo in funzione: oggi a merenda i bambini avranno le ciambelle.
Fra poco dovrà trovare posto anche la gelatiera, perchè i bambini adorano i gelati!
E vicino ai fuochi, dove il ragu’ sta cuocendo a fuoco basso basso, mia figlia mescola la crema inglese, da accompagnare ai fagottini di mele che si stanno colorando in forno.
In sottofondo musica e risate!
Questo è un istantanea della mia cucina, che non si discosta molto dalla realtà, a parte lo spazio, sui piani e in tutto l’ambiente, che nei miei sogni si allarga all’infinito ….
Un posto pulito, illuminato bene” così potrei riassumere l’idea della mia cucina ideale, rubando le parole a Hemingway. Ma non solo questo: deve essere organizzata, funzionale, ordinata, attrezzata, pratica, calda, resistente, e confortevole, comoda, spaziosa…e con infiniti piani di appoggio.
Ma i fagottini di mela sono già cotti, e vanno mangiati caldi….
Fagottini di mela

 per la pasta sfoglia rapida di Michel Roux: (da “Frolla e sfoglia”)
250 grammi di farina
250 grammi di burro freddissimo tagliato a dadini
1/2 cucchiaino di sale
125 ml di acqua freddissima
Preparate la pasta sfoglia nel seguente modo:
  1. versate la farina a fontana e mettete al centro il burro a cubetti e il sale.
  2. Mescolate con la punta delle dita, fino a che otterrete un composto grumoso, poi aggiungete poco alla volta l’acqua, senza lavorare troppo l’impasto.
  3. Avvolgetelo nella pellicola e mettetelo in frigorifero per una ventina di minuti.
  4. Infarinate il piano di lavoro e stendete la pasta allo spessore di circa 1 centimetro,cercando di mantenere una forma rettangolare.
  5. Poi iniziate con i giri: ripiegatelo in tre, stendetelo di nuovo e ripiegatelo, sempre in tre.
  6. Riavvolgete nella pellicola e rimettete in frigorifero per 30 minuti.
  7. Ripetete l’operazione precedente: alla fine avrete fatto 4 giri.
  8. Rimettete in frigorifero per un’altra mezz’ora e poi potrete stenderla più sottile, sempre a forma di rettangolo.
Per il ripieno:
4 mele golden a cubetti
Una manciata di uvetta
50 grammi di zucchero
20 grammi di burro
Per la superficie:
latte
mandorle a lamelle
Fate rosolare le mele con gli altri ingredienti in una casseruola, fino a quando le mele avranno rilasciato il loro succo e questo si sarà leggermente asciugato.
Lasciate raffreddare completamente.
Stendere la pasta a circa mezzo centimetro di spessore e tagliare dei rettangoli all’interno dei quali metterete un cucchiaio di ripieno.
Piegate a metà e sigillate bene i bordi.
Spennellate con il latte e cospargete la superficie con le lamelle di mandorle.
Posizionate i fagottini su una teglia coperta da carta forno e portate a cottura in forno caldo, a 200 gradi per circa 20 minuti, fino a doratura.
Serviteli caldi o tiepidi, spolverizzandoli con zucchero a velo e accompagnandoli, se volete, con due cucchiaiate di crema inglese.
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Buon fine settimana, e a lunedì, con il primo appuntamento di "Compagni di blogger" con "La pastiera napoletana"!!!

lunedì 19 marzo 2012

Compagni di blogger. Associazione di libere idee

Oggi vi presento un nuovo progetto: 




Associazione di libere idee

"C’era una volta una blogger che cercava la ricetta di un bel pane fragrante. Ma non pane qualsiasi, uno che fosse davvero speciale.
Lungo la sua strada, tempestata di briciole e byte, l’impavida blogger ebbe la fortuna di incontrare delle vere esperte del regno, che le dissero: "Perché non lo facciamo insieme? Noi conosciamo tanti e antichi segreti…”.


Ma la sagge esperte, che sapevano che le cose da imparare non finiscono mai, aggiunsero: “Tuttavia, la cosa migliore sarebbe chiamare a raccolta un piccolo gruppo, che discuta e sperimenti sui lievitati e magari anche sulle ricette tipiche della nostra tradizione. Allora, i segreti che potremmo condividere sarebbero molti di più!".


Compagni di blogger è un progetto che nasce così, dall’idea  che l’unione possa fare la forza.


Questo gruppo si propone di:
1. sperimentare diverse tecniche per la realizzazione dei lievitati
2. valorizzare i piatti tipici regionali italiani
3. recuperare antiche e inusitate prassi gastronomiche
4. approfondire gli aspetti storici di ogni preparazione
5. proporre le possibili varianti di una ricetta
6. presentare le versioni più innovative
7. condividere tramite una rete di discussione (ma che non vuole essere un forum)


E per fare tutto ciò “Compagni di blogger” ha deciso di organizzarsi in tal modo:

Periodicamente verrà proposto un “tema” (un piatto tradizionale, un lievitato), che sarà lo stesso per tutti gli aderenti al gruppo. Tale tema sarà trattato sui rispettivi blog secondo differenti prospettive (storia, tecniche, varianti…), seguendo la logica dell’approfondimento verticale e in giorni differenti, adottando il metodo della staffetta."

CHI SIAMO:


foto di Sara (cookandthecity)


http://commeamarostuppane.blogspot.it/ Maria

http://breadandsweets.us/it/ Rossana

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Le nostre sperimentazioni:

1) Marzo 2012: 

"La Pastiera", calendario e informazioni qui


2) Giugno 2012: 

"L'Emilia che non trema", calendario e informazioni qui


3) Ottobre 2012: 

"Sua maestà il babà", calendario e informazioni qui


4) Dicembre 2012: 

"Il Natale: Apparecchiati per le feste"calendario e informazioni qui




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