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mercoledì 6 novembre 2013

Zuppa di Sbrinz in zucca da passeggio


Dopo aver proposto qui i Tequeños" filanti al Gruyère - nulla vieta di usare anche per quelli lo Sbrinz - eccomi con la mia ultima proposta per il Concorso Sweet Cheese Parade.
Sbrinz e zucca quindi: due già eccelsi ingredienti, che insieme diventano una zuppa nutriente e adatta ai primi freddi che sono alle porte!

Zuppa di Sbrinz in zucca da passeggio


Ingredienti per 1 persona:
(dosi abbondanti)

1 zucca di varietà delica (del diametro da 12 a 15 cm)
1 cipolla bionda piccola
1 noce di burro
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di farina
1 cucchiaino di senape
sale
pepe nero macinato al momento
noce moscata un pizzico
350 grammi di brodo di verdura 
60 grammi di latte
90 grammi di Sbrinz grattugiato (nella zuppa)
20 grammi di Sbrinz grattugiato (sopra, per finire)
prezzemolo
erba cipollina
crostini di pane casereccio, tostati in forno


Cuocere la zucca in forno a 180°C per circa 30 minuti.
Togliere un poco di polpa, lasciandone però parecchia attaccata alla pelle che deve fungere da contenitore.
Soffriggere la cipolla nell'olio e burro fino a renderla tenera, aggiungere la polpa di zucca, la farina, la senape, il pepe, la noce moscata e sale. Mescolare bene per amalgamare il tutto e aggiungere il brodo caldo, poco alla volta per non formare grumi, infine il latte.
Cuocere con coperchio, a fuoco basso, per una trentina di minuti.
Intanto tostare il pane in forno e grattugiare lo Sbrinz.
A cottura della zuppa ultimata, versarvi 90 grammi di formaggio e mescolare per amalgamarlo bene.
Assaggiare ed aggiungere, se serve, sale e spezie.
Versare la zuppa nella zucca, inserire le fette di pane tostato, cospargere con i 20 grammi di sbrinz e ripassare in forno a gratinare, sotto il grill per 2 minuti.
Cospargere con le erbe aromatiche tritate finemente.


Con questa seconda ricetta partecipo al concorso Swiss Cheese Paradeorganizzato da Formaggi Svizzeri, in collaborazione con Tery di Peperoniepatate!


martedì 18 giugno 2013

Couscous con pollo, verdure di stagione e ceci croccanti


Adoro il couscous, lo avrete notato! ^_^
Con il profumo che sprigiona e con i suoi colori vivaci, stuzzica gli appetiti, anche i più "assopiti", soprattutto in questa stagione, ma non è proprio un piatto leggero, visto che le verdure sono fritte.
Per renderlo ancora più appetitoso, l'ho tostato (Marcello Valentino docet) e invece di aggiungere i ceci semplicemente lessati, li ho resi croccanti, seguendo la ricetta di Stefania, qui: sono fantastici anche come snack da aperitivo!

Couscous con pollo e verdure di stagione


Ingredienti per 8 persone:

3 zucchine medie
1 melanzana grande
2 carote
1 grossa cipolla
1 gambo di sedano
1 peperone giallo
1 peperone rosso
4 pomodori maturi
spezie per couscous 
500 grammi di petto di pollo
olio extravergine di oliva
olio di arachide per friggere

500 grammi di couscous precotto 
(se volete partire dalla semola e incocciare avrete sicuramente un risultato migliore, 
io mi accontento di un couscous precotto di buona qualità!)
500 grammi di acqua

Per i ceci croccanti:
400 grammi di ceci (pesati da lessati e sgocciolati)
1 cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaio colmo di farina
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva

Pulire ed affettare le verdure, tagliando a tocchetti la melanzana e le zucchine, a rondelle la cipolla, a falde i peperoni. 
In una padella capiente versare l'olio di semi, e friggere le verdure separatamente, tenendole da parte.
Tagliare il pollo a piccoli pezzi, farlo rosolare in olio evo con il sedano e le carote, tagliati a cubetti piuttosto piccoli, salare e portare a cottura. 
Aggiungere le spezie e tutte le verdure, aggiungere sale se necessario e lasciare insaporire tutto insieme per qualche minuto.

Nel frattempo mettere sul fuoco 500 grammi di acqua salata e portare a ebollizione.
Versare il couscous in una padella antiaderente con due cucchiai di olio extra vergine,  e farlo tostare a fuoco medio, mescolando continuamente, fino a che assumerà un bel colore dorato. 
Versare sul couscous l'acqua bollente, coprire e lasciare gonfiare.
Con una forchetta sgranare il couscous e condirlo con le verdure e il pollo speziati, decorare con peperoni e con i ceci preparati in questo modo:

Scolare ed asciugare i ceci, metterli in una ciotola e aggiungere la farina, il sale e la paprika.
Rigirare bene in modo da fare aderire le polveri ai ceci, versarli in una teglia da forno, unta con un po' di olio, versarvi sopra il resto dell'olio e rigirarli bene. Distribuirli in un solo strato e infornare a 200 gradi per circa 30 minuti, fino a che saranno croccanti, rigirandoli ogni tanto.





lunedì 4 marzo 2013

Sartù di riso in bianco di Jeanne Carola Francesconi


Per questa staffetta, dedicata ai timballi, ho scelto una ricetta dell'antica cucina aristocratica napoletana, un piatto in cui il riso viene esaltato e reso più "nobile" dall'aggiunta di ingredienti saporiti.
Tratta dal libro di Jeanne Caròla Francesconi “La cucina Napoletana” (la prima edizione uscì nel 1965), questa ricetta mi aveva incuriosita non appena letta, nel forum di gennarino.

Il risultato è stata una piacevolissima sorpresa: l'ho trovato ottimo, nonostante non vada matta per questo tipo di preparazioni. 
Mia sorella si è già prenotata per il suo compleanno, fra 2 mesi. Lo vuole come primo piatto, e come potrei non accontentarla, è un piatto perfetto per le grandi occasioni!

Il vino in abbinamento, consigliato da Luciano Pignataro, che voglio ringraziare ancora una volta per la sua preziosa collaborazione:
Per questo timballo sontuosamente ottocentesco, ricco, opulento, ghiotto, barocco, scelgo senza dubbio un Fiano di Avellino. Quale fra i tanti? In realtà la scelta è ampia, mi oriento su uno un po' più grasso e pieno, come il mitico Vigna della Congregazione di Villa Diamante.
Insieme a me oggi c'è Sara, con i "Timballini di polenta di Escoffier": io adoro la polenta:)

Domani invece, la staffetta passerà a Pasqualina, con il "Timballo di anelletti siciliani" e a Caris con il "Timballo alla Pitagorica di Vincenzo Corradi", sono curiosissima di leggere i loro post!



Sartù di riso in bianco di Jeanne Carola Francesconi




Ingredienti per 6/8 persone

Per il riso:
450 grammi di riso
100 grammi di strutto o burro
prezzemolo tritato
9 dl di acqua 
sale 
pepe 
100 grammi di parmigiano
2 uova

Per le polpettine:
150 grammi di carne macinata
50 grammi di pane raffermo
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano
sale, pepe, prezzemolo
olio per friggere

Per il ripieno:
20 grammi di funghi porcini secchi
2 fegatini di pollo (io non li ho messi)
150 grammi di strutto o burro 
1 pezzetto di cipolla tritata
75 grammi di prosciutto crudo 
1 bicchiere di vino bianco
sale
150 grammi di piselli sbucciati
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 cucchiai rasi di farina
prezzemolo
2 uova sode
150 grammi di mozzarella fiordilatte 
pepe

Mettere in ammollo per un’ora i funghi secchi in acqua bollente.

Preparare le polpettine mescolando tutti gli ingredienti. Devono essere molto piccole (con queste dosi me ne sono venute 40). Friggerle in abbondante olio bollente e tenerle da parte.

Fare saltare i fegatini (a noi non piacciono e io non li metto, ma la ricetta li prevede) con un po’ di strutto o burro.

Mettere in una casseruola 50 grammi di olio extravergine (la ricetta prevede strutto o burro), la cipolla, il prosciutto tagliato a pezzettini e lasciare cuocere a fuoco lento finché la cipolla si colora. 
Aggiungere il vino, in due o tre riprese e lasciarlo evaporare. 
Unire i piselli, il concentrato di pomodoro e, dopo un quarto d’ora, la farina impastata con 75 grammi di burro. 
Dopo avere mescolato per un minuto, allungate con l’acqua dei funghi, continuando a mescolare sino a ottenere una salsa liscia. 
Aggiungere i funghi e lasciare cuocere ancora un quarto d’ora, unendo le polpettine (e i fegatini) cinque  minuti prima di spegnere il fuoco. 
La salsa dovrà risultare piuttosto densa.

Mettere in una pentola il riso, l’acqua fredda, 100 grammi di burro (o strutto), sale e pepe, coprire il recipiente e fare bollire esattamente 15 minuti senza rigirare né scoprire. 
Al termine della cottura lasciare intiepidire il riso e poi aggiungere le uova sbattute, il prezzemolo tritato e il parmigiano, aggiungere sale se necessario e mescolare bene.

Imburrare e impanare bene uno stampo di 20 cm di diametro e circa 15 di altezza; mettervi i tre quarti del riso, facendolo aderire bene alle pareti a al fondo dello stampo e lasciando al centro un buco largo e profondo. Inserire nel buco la metà delle fettine di mozzarella, la metà delle uova sode, tutta la salsa con le polpettine, poi di nuovo uova e mozzarella.
Ricoprire con il resto del riso, compattarlo per bene, cospargerlo con pangrattato e con fiocchetti di burro.

Infornare il sartù a 200 gradi, per circa 30 minuti (la superficie dovrà essere ben dorata) e sformarlo su un piatto da portata.


martedì 13 novembre 2012

Pollo "tikka masala" di J.Oliver


A me Jamie Oliver piace!
Non vi sto a scrivere la sua biografia, tanto lo conoscete tutti. Se proprio ancora vi manca, qui vi chiarirete le idee:)
Ha rivoluzionato le mense scolastiche inglesi introducendo cibi freschi, locali e genuini. E mi pare di averlo visto fare una cosa simile in un altro programma girato negli Stati Uniti, nelle cui mense scolastiche le cose andavano ancora peggio!
Sono pochissimi i programmi di cucina che seguo con piacere, uno di questi  è stato "Jamie at home": lui cucina a casa sua, in campagna, un'atmosfera molto rustica e inglese, prodotti freschi colti sul momento nel suo orto...e che orto!!! Mi sembra di ricordare che ogni puntata avesse un ortaggio diverso come protagonista, ma non ne sono sicura, è passato qualche anno:)
La ricetta di questo pollo non c'entra nulla con quel programma, ma è contenuta in un suo libro.
E' uno dei piatti più popolari in Inghilterra, una delle innumerevoli versioni "inglesizzate" che farà sorridere chi conosce e apprezza la vera cucina indiana.
Perdonatemi se non condividete, ma io, che non amo la carne, adoro questo piatto, e nonostante sia molto speziato, piace tantissimo anche a Gio', il mio quasi-adolescente nipote!

Pollo Tikka Masala

Ingredienti per 4/6 persone:
4 petti di pollo da allevamento biologico 
2 cipolle medie
un pezzo di zenzero fresco (delle dimensioni di un pollice)
un mazzetto di coriandolo (io non l'ho trovato)
olio extravergine di oliva
una noce di burro
1 cucchiaio di pasta di curry tikka masala*
sale e pepe nero 
una lattina di pomodori a pezzetti
1 lattina di latte di cocco (circa 400ml)
200 grammi di yogurt bianco naturale
una manciata di mandorle a lamelle
1 limone

Tagliare il pollo a striscioline. Pelare e affettare finemente le cipolle e lo zenzero e metterli a soffriggere in una padella capiente con l'olio e il burro, fino a che saranno dorati e ammorbiditi.
Aggiungere il curry e il pollo, mescolare bene, aggiungere sale e pepe e lasciare insaporire.
Aggiungere i pomodori e il latte di cocco, poi riempire di acqua la lattina del latte di cocco e aggiungerla al resto, mescolando per amalgamare bene tutto.
Non appena raggiunge il bollore abbassare la fiamma e mettere il coperchio. Lasciare cuocere per 20 minuti controllando che non si secchi troppo: se così fosse aggiungere un po' di acqua.
Quando la carne sarà cotta e tenera spegnere il fuoco, aggiustare di sale e di pepe e aggiungere qualche cucchiaiata di yogurt bianco, senza mescolare.
Cospargere con mandorle a lamelle e con qualche fettina di limone da spremere, per chi gradisce.
Si accompagna benissimo con del riso basmati al naturale, cotto a vapore.

* Se non si trova la pasta di curry tikka masala, si può preparare in casa seguendo le indicazioni di Jamie:

1 spicchiodi aglio, tritato
un pezzo di zenzero fresco grande come mezzo pollice, tritato
1/2 cucchiaio di pepe di cayenna
1/2 cucchiaio di paprika affumicata (io ho messo paprika dolce)
1 cucchiaino di garam masala
1pizzico di sale
1 cucchiaio di olio di arachidi
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 peperoncino rosso fresco, tritato
1/2 cucchiaio di cocco disidratato
1 cucchiaio di mandorle macinate
1/2 cucchiaino di semi di cumino tostati
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo tritati

Unire tutti gli ingredienti, prelevare il necessario e conservare il resto in un barattolo a chiusura ermetica, in frigorifero, per non più di una settimana.


giovedì 6 settembre 2012

Focaccia ripiena alla cicoria, salsiccia e provola


In verità volevo preparare la pizza con la scarola di Antonia, convinta di avere la scarola in frigorifero.
Mi sbagliavo, ma avevo della cicoria. Ho rimediato modificando il ripieno:)

Ingredienti per 4 persone:

per la pasta:
500 grammi di farina 
10 grammi di lievito di birra fresco
50 grammi di strutto
sale
acqua, circa 250 grammi

Impastare bene e lasciare lievitare fino a raddoppio.

Per il ripieno:

5 cuori di cicoria
1 scalogno
1 patata bollita piuttosto grande (o due piccole)
salsiccia
capperi, una cucchiaiata
pinoli
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero macinato al momento
200 grammi di provola dolce

Sbollentare la cicoria in acqua e sale per cinque minuti, scolarla bene e lasciarla raffreddare.
Lessare le patate, pelarle e tagliarle a fette piuttosto spesse.
In una padella larga soffriggere lo scalogno nell'olio, aggiungere la cicoria tagliata a fettine, le patate, la salsiccia, i capperi e l'uvetta. Abbassate il fuoco e continuate la cottura per una decina di minuti, condire con sale e pepe e lasciare intiepidire.
Riprendere la pasta, lievitata, e dividerla in due parti. Stendere la prima a circa mezzo centimetro di spessore, su una teglia unta con un po' di olio. Versarci il condimento e la provola a dadini.
Chiudere con la pasta restante, sempre stesa a mezzo centimetro di spessore.
Spennellare la superficie con olio di oliva extravergine e infornare a 180 gradi fino a quando la superficie avrà assunto un bel colore dorato.


martedì 4 settembre 2012

Moussaka

Un piatto di fine estate, per utilizzare le ultime melanzane rimaste nell'orto.
La ricetta è di Marco Metelli, grande estimatore della Grecia e la sua cucina.

La moussaka è uno dei piatti greci più conosciuti, io non ne ho mai assaggiate altre versioni, ma chi ha visitato quel paese mi ha confermato che questa è molto simile all'originale.

Immagino di essere seduta a un tavolino di una taverna sul mare, apparecchiato con tovaglia a quadretti bianchi e blu, all'ombra di un ulivo secolare: pace, tranquillità, ottimo cibo e un buon vinello fresco....
La prossima estate, magari.


Ingredienti:
1 chilo di melanzane

4 patate grandi
600 gr di macinato misto 
(io maiale e manzo, la ricetta prevede, volendo, agnello, 
ma come ormai avrete capito, non mangio cuccioli)
olio extra vergine di oliva
1 cipolla grande affettata fine
1 spicchio di aglio tritato
un bicchiere di vino rosso
un pugno di prezzemolo tritato
1/2 chilo di pomodori pelati, sgocciolati e tritati finemente
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
due cucchiaini di cannella in polvere
sale 

pepe nero

250 grammi di parmigiano grattugiato
250 grammi di pecorino grattugiato

mezzo litro di besciamella 
un cucchiaino raso di noce moscata in polvere 

due tuorli  



Tagliate a fette le patate e le melanzane, dalla parte lunga, a mezzo centimetro di spessore.


Scottate le fette di patata per 5 minuti in una pentola con acqua, asciugatele e friggetele in abbondante olio bollente. 
Friggete anche le melanzane, asciugando bene l'olio in eccesso.


In una casseruola preparate una specie una ragù soffriggendo l'aglio e la cipolla e aggiungendo il macinato. Alzate il fuoco e lasciate asciugare e colorire la carne.

Sfumate con il vino, aggiungete il prezzemolo, il pomodoro e il concentrato di pomodoro. 
Insaporite con sale pepe e cannella e abbassate il fuoco.


Ungete con un poco di olio una teglia da forno e disponetevi uno strato di patate, condite con sale e pepe, uno strato di melanzane, condite con sale e pepe, e uno strato di ragu’. Ripetete formando altri due o tre strati.

Finite con uno strato di melanzane e mettete in forno a 180 gradi per 45 minuti circa.

Preparate la besciamella e lasciatela intiepidire, poi aggiungete i due tuorli, un cucchiaio di parmigiano e uno di pecorino.
Sfornate la moussaka e versate sulla superficie la besciamella. 

Spolverizzate con i formaggi rimasti e passate al grill per 10 minuti.


lunedì 25 giugno 2012

La Sfogliata di Finale Emilia


Come promesso iniziamo con la pubblicazione di ricette della tradizione gastronomica dell' Emilia colpita dal terremoto. 
Oggi  tocca a me, con la Sfogliata, e a Teresa con i Tortelli fritti con il Savor.


Con la temperatura di questi ultimi giorni che ha sfiorato i 40 non è proprio la stagione adatta per questa meravigliosa preparazione, ma la Sfogliata, o Torta degli Ebrei, o in dialetto Tibùia, è il piatto tipico di Finale Emilia per eccellenza e merita attenzione tutto l'anno. 
Inoltre Finale è stato uno dei paesi più colpiti dai terremoti, quindi ho scelto ugualmente questa ricetta per la nostra raccolta: mettetela da parte e provatela quando ci sarà più fresco, ne vale la pena!

Si tratta di una specie di millefoglie salata, ripiena di formaggio, assimilabile al burek mediorientale. Probabilmente fu introdotta a Finale nel '600 dalla famiglia ebraica dei Belgradi , preparata esclusivamente in modo artigianale (fuori da Finale non l'ho mai vista) con pochi e semplici ingredienti, che devono essere di ottima qualità: acqua, farina, sale, strutto, burro e parmigiano-reggiano.
Lo strutto ci va, anche se l'associazione "Torta degli ebrei" e "strutto" farà strabuzzare gli occhi a molti, ma se leggete la storia di questa ricetta capirete ne capirete la ragione:)

Le origini di questa ricetta, come dicevo, sono antichissime.
Finale accoglie i primi ebrei in fuga da Spagna e Portogallo a causa di un'ordinanza della cattolicissima regina Isabella, che obbligava gli ebrei a battezzarsi, pena l'emigrazione entro 3 mesi, a metà del '500.
Negli anni si forma una comunità ebraica numerosa e fiorente, ancora oggi esiste un cimitero ebraico risalente al 1627. 
La cittadina allora era chiamata Venezia degli Estensi, per i canali che la attraversavano e il porto fluviale che controllava la navigazione tra Modena e Ferrara e che favoriva gli scambi anche con la confinante Repubblica Veneta, questo permise al paese di acquisire importanza commerciale e militare (la città perse poi le sue caratteristiche di città d'acqua quando, alla fine dell'800,  vennero interrati i canali).
In questo ambito, la ricetta della sfogliata rimane custodita gelosamente, fino al 1861, anno in cui Mandolini Rimini, per sposare una cristiana, si converte al cattolicesimo, subendo il disprezzo della comunità di cui aveva fatto parte.
Per vendicarsi divulgò la ricetta della torta, sostituendo il grasso d'oca, usato precedentemente, con lo strutto, alimento a loro proibito. 

Da allora la Sfogliata si può trovare in tutti i bar e in molte panetterie di Finale, ogni famiglia conserva la propria ricetta. Un tempo veniva venduta dalle "rezdore" del paese, che davanti alle loro abitazioni esponevano un braciere per tenerla al caldo.
Ogni anno, l'8 dicembre, viene distribuita gratuitamente in occasione della "Festa della Sfogliata".

fonti: vedi quiquiquiquiquiqui e qui


 Sfogliata di Finale Emilia


Per la preparazione mi sono basata sulla versione di Rina Poletti, che generosamente ha condiviso la sua ricetta di famiglia in Storie di terre e di rezdore, meraviglioso ed utilissimo progetto per il recupero della cultura gastronomica modenese. 
Per il procedimento vi consiglio vivamente di visionare, prima di iniziare, il filmato in cui la signora Rina prepara la sua sfogliata, qui
Non è una preparazione difficile, a patto di rispettare i tempi di riposo dell'impasto. 



Ingredienti per circa 9 porzioni:
(una teglia da forno di cm. 35x28)

per la pasta

340 grammi di farina 0
190/200 grammi di acqua naturale
10 grammi di sale

per condire

100 grammi di strutto di ottima qualità
100 grammi di burro di ottima qualità

150/180 grammi di parmigiano-reggiano tagliato a scaglie

Disporre la farina a fontana sul tagliere, unire il sale e l'acqua un po' alla volta, quanta ne basta per ottenere un panetto morbido. 
Impastare bene ed energicamente per almeno 10 minuti, più si lavora migliore sarà il risultato finale.
Quando avrà raggiunto la consistenza giusta, lasciare riposare il panetto, coperto da un canovaccio, per almeno 40 minuti.
Impastare ancora qualche minuto e dividerlo in 6 panetti uguali, coprirli con un canovaccio e lasciarli riposare per altri 20 minuti.

Intanto fare sciogliere a bagnomaria il burro e lo strutto, mescolando con una frusta per miscelare bene, dovrà risultare una crema omogenea.

Passato il tempo di riposo, riprendere un panetto alla volta, allargarlo con le mani sul piano di lavoro unto con un po' di burro e strutto, ungendo anche la superficie del panetto con i grassi, soprattutto ai bordi, formando un rettangolo.
Prendere un altro panetto e stenderlo sopra al primo, sempre spalmando bene superficie e bordi con i grassi, senza timore di premere troppo, e così via fino al sesto panetto.
Se si sono rispettati i tempi di riposo l'impasto si stenderà  sottilmente senza problemi.
In questo modo otterremo 6 strati, spalmati di grassi ad uno ad uno, disposti uno sull'altro.
Ripiegare di circa 2 centimetri verso il centro, i bordi della parte lunga del rettangolo, spalmandoli bene con i grassi. 
Ripiegare poi verso il centro un terzo del rettangolo di pasta, e ripiegare su di esso l'altro terzo esterno, come per la pasta sfoglia.
Si otterrà in questo modo un altro rettangolo, formato da 18 strati.
A questo punto, se fa caldo, il panetto si mette a raffreddare in frigo, coperto, per circa 40 minuti (se invece la stagione non è calda si può lasciare a riposare a temperatura ambiente).
Passati i 40 minuti si riprende il panetto e, sempre con le mani, lo si allunga fino a farlo diventare il triplo, poi si allarga, delicatamente, cercando di non formare buchi. 
Si otterrà un rettangolo lungo, che si dovrà tagliare in 3 pezzi di uguale dimensione.
Ungere la teglia scelta per la cottura con un po' di burro e strutto, posizionare al centro il pezzo centrale del rettangolo e stenderlo bene fino a riempire la teglia. 
Cospargere il primo strato con abbondante parmigiano-reggiano tagliato a scaglie.
Coprire con un'altra sfoglia, allargandola bene con le mani sulla prima, poi di nuovo cospargere con il formaggio e proseguire stendendo l'ultima sfoglia sopra a quella precedente, premendo bene per sigillare i bordi e facendo pressione su tutta la superficie: l'impasto crescerà senza problemi in cottura.
Ungere bene la superficie con i grassi rimasti e con un coltello affilato incidere a rombi.
Cuocere in forno a 180°C per circa 40 minuti: la sfogliata dovrà essere croccante e dorata.

Si mangia calda, o tiepida, accompagnata tradizionalmente da qualche goccia di Anicione, liquore digestivo ottenuto dalla distillazione di alcool purissimo ottenuto dalla frutta e semi di anice verde, anice stellato ed altri semi aromatici, prodotto nel territorio finalese fin dal 1814.
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Anche questa volta, come con la pastiera, abbiamo avuto l'onore di avere i preziosi consigli di Luciano Pignataro sul vino da abbinare ai nostri piatti. Ecco il  vino da abbinare alla Sfogliata:

"Ma su questo ghiotto boccone, perché no un bel Pignoletto? Bianco tipico, fresco, che disseta, da bere a canna. Andiamo allora con il Colli Bolognesi Pignoletto Superiore di Isola, piccola azienda di Monte San Pietro. 
oppure il Lambrusco Salamino di Santacroce VignetoSaetti di Luciano Saetti, bravo artigiano di Soliera in provincia di Modena." 



Domani non perdetevi le ricette di Tinucciacon le Rosoline o polpettine dolce brusco

e di Caris, con la sua Torta di tagliatelle!


giovedì 17 novembre 2011

Una ricetta per i bambini del Gulliver




Casualmente mi sono imbattuta in questo post di Patrizia: tante volte mi sono chiesta, di fronte alla disgrazia che ha colpito Rocchetta Vara e tutta la zona, cosa potevo fare, nel mio piccolo. 
Riporto qui parte del suo post:


"I bambini erano accolti in due case-famiglia, due Comunità educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro. 

L’alluvione della scorsa settimana ha reso pericolanti ed invivibili le strutture, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate quassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato, in questi giorni, con Fiorella, ho ricevuto informazioni e materiale.  Hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.Ecco, allora,  il progetto:  pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia. 
Siamo sotto Natale, lasciate libera la fantasia, potranno essere dolci o meno, andranno  tutte benissimo! Forniamo, oltre alla ricetta, le informazioni necessarie perché i nostri lettori capiscano che il nostro è un progetto più ampio, comprendano che la ricetta che hanno letto, e magari conserveranno, ha un valore più grande.Ho pensato ad un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza."                                                                      
Quando si tratta di bambini, che già non hanno una famiglia a proteggerli, e che perdono anche la casa che li accoglieva con amore, in seguito all'alluvione, come non partecipare a questa iniziativa!                                
Le ricette che pubblicheremo, Patrizia le raccoglierà in un opuscolo che potrà essere venduto per raccogliere fondi, destinando il ricavato ai piccoli della casa famiglia. Per pubblicare le ricette avete tempo fino al 30 novembre! Inoltre, nel blog di Patrizia potete trovare anche gli estremi del conto corrente sul quale, se volete, potrete inviare un contributo.

                                                                         
Questa ricetta è di Antonia - lei scrive nel forum di gennarino, le sue ricette sono sempre speciali! - e mi sembra proprio un piatto perfetto, sia perché ai bambini piace tanto, sia perché è semplice, inoltre perché con questo freddo riscalda un pochino i cuori:)


Polpettine con patate in brodo di Antonia

Ingrendienti:
Preparate un brodo vegetale con:
una cipolla
una carota
una zucchina
un pezzettino di sedano
un pomodoro
una patata
una crosta pulita di parmigiano-reggiano (se l'avete)
sale
Mentre il brodo cuoce, preparate le polpettine: io per i bambini le ho fatte piccine, di 2 centimetri di diametro

300 grammi di macinato di pollo (potete usare anche manzo)
1 uovo
50 grammi di parmigiano reggiano
sale
pangrattato, quanto basta per impastare 

inoltre:
2 patate piuttosto grandi, tagliate a cubetti

Quando il brodo è pronto, togliete le verdure (che potrete usare per una purea), versatevi le patate a cubetti, successivamente le polpettine e portate a cottura.



venerdì 16 settembre 2011

Zuppa alla valdostana, aspettando l'autunno...


Che sembra non tarderà molto, visto che per domenica è previsto un  calo delle temperature: qui si aggirano ancora intorno ai 32/34 gradi.
Non si sa mai che stavolta le previsioni ci azzecchino: mi sono procurata tutti gli ingredienti per preparare questa zuppa rinvigorente, che durante i mesi freddi diventa parte della mia cucina, con piacere di tutti!
Prende il suo nome dal paese nel quale è nata, Valpelline: è la “Seupa à la Vapelenentse”, ma siccome l'ho adattata, il titolo del post lo mantengo sul "generico":) 
Qui potete trovare la versione tradizionale, e in questo blog un bellissimo post dedicato.


Ingredienti per 2/3 persone:
300 grammi di pane raffermo (integrale o casereccio) a fette
1 litro di buon brodo di verdure (possibilmente fatto in casa)
1 cipolla
1 piccolo cavolo verza
300 grammi di fontina a dadini
30 grammi di burro

In una padella mettete a rosolare nel burro la cipolla, tagliate a fette sottili.
Aggiungete il cavolo verza, tagliato a listarelle, e lasciatelo stufare per 15/20 minuti, 
aggiungendo 2 mestoli di brodo.
In una teglia da forno, possibilmente in terracotta, o anche in cocottine individuali, 
disponete le fette di pane, versateci sopra il cavolo e poi la fontina. 
Fatene un altro strato e terminate con la fontina.
Bagnate con il brodo, aggiungendone quanto ne assorbe il pane: non deve galleggiare. 
Non riempite la teglia o le cocottine fino al bordo, perché il pane, assorbendo il brodo, si gonfierà.
Mettete in forno, a 180 gradi per circa 25/30 minuti..
Sfornate, aggiungete se volete altro burro fuso, e servite, ben calda.

Vi auguro un buonissimo, e speriamo non troppo autunnale,  fine settimana!

martedì 30 agosto 2011

Gnocco fritto senza lievito


Mi sono presa una bella pausa quest' estate. 
Dal blog, da internet e soprattutto dal cibo: voglia di cucinare azzerata! 
Il che è abbastanza strano per me, ma così è stato e non ne ho sentito nemmeno la mancanza:)
Quindi mare, sole, piacevolissima brezza, relax, libri e divertimento per i giorni che ho passato al mare.
A casa invece, passeggiate all'alba, riordino della tavernetta - che era rimasta l'unica stanza piena di scatoloni dal trasloco - caldo caldo caldo, libri (tanti, con molte riletture di libri rimasti nel cuore) e cenette semplici con persone care.
In una di queste cene, ho provato a preparare l'impasto del (da noi "gnocco fritto" porta l'articolo "il") gnocco fritto, senza alcun tipo di lievito  (qui la versione con lievito). 
Sapevo che alcuni lo preparano in questo modo, così ho provato e il risultato, vi dirò, mi ha soddisfatta in pieno: gnocco digeribilissimo,  leggero come una piuma e per niente unto.

Gnocco fritto senza lievito

Ingredienti per circa 6/8 persone:
1 Kg di farina 0
4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
2 cucchiai di grappa (o brandy, o cognac)
250 grammi circa di latte tiepido 
250 grammi circa di acqua minerale frizzante
20 grammi di sale

Impastate tutti gli ingredienti, aggiungendo i liquidi poco alla volta, fino ad ottenere una palla morbida né troppo asciutta, né troppo morbida.
Lasciatela riposare un'ora a temperatura ambiente, coperta.
Stendete l'impasto abbastanza sottile (2 millimetri circa, con l'imperia va bene alla penultima tacca) e tagliate delle losanghe che friggerete, poche alla volta, in una padella con abbondante strutto o olio bollente.
Mettete le fette a scolare su carta assorbente, mai sovrapponendole.
Servite subito, accompagnando con salumi, formaggi, marmellate varie e un buon lambrusco.
Se la cena prevede anche tigelle, vi consiglio di dimezzare le dosi.

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