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mercoledì 6 novembre 2013

Zuppa di Sbrinz in zucca da passeggio


Dopo aver proposto qui i Tequeños" filanti al Gruyère - nulla vieta di usare anche per quelli lo Sbrinz - eccomi con la mia ultima proposta per il Concorso Sweet Cheese Parade.
Sbrinz e zucca quindi: due già eccelsi ingredienti, che insieme diventano una zuppa nutriente e adatta ai primi freddi che sono alle porte!

Zuppa di Sbrinz in zucca da passeggio


Ingredienti per 1 persona:
(dosi abbondanti)

1 zucca di varietà delica (del diametro da 12 a 15 cm)
1 cipolla bionda piccola
1 noce di burro
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di farina
1 cucchiaino di senape
sale
pepe nero macinato al momento
noce moscata un pizzico
350 grammi di brodo di verdura 
60 grammi di latte
90 grammi di Sbrinz grattugiato (nella zuppa)
20 grammi di Sbrinz grattugiato (sopra, per finire)
prezzemolo
erba cipollina
crostini di pane casereccio, tostati in forno


Cuocere la zucca in forno a 180°C per circa 30 minuti.
Togliere un poco di polpa, lasciandone però parecchia attaccata alla pelle che deve fungere da contenitore.
Soffriggere la cipolla nell'olio e burro fino a renderla tenera, aggiungere la polpa di zucca, la farina, la senape, il pepe, la noce moscata e sale. Mescolare bene per amalgamare il tutto e aggiungere il brodo caldo, poco alla volta per non formare grumi, infine il latte.
Cuocere con coperchio, a fuoco basso, per una trentina di minuti.
Intanto tostare il pane in forno e grattugiare lo Sbrinz.
A cottura della zuppa ultimata, versarvi 90 grammi di formaggio e mescolare per amalgamarlo bene.
Assaggiare ed aggiungere, se serve, sale e spezie.
Versare la zuppa nella zucca, inserire le fette di pane tostato, cospargere con i 20 grammi di sbrinz e ripassare in forno a gratinare, sotto il grill per 2 minuti.
Cospargere con le erbe aromatiche tritate finemente.


Con questa seconda ricetta partecipo al concorso Swiss Cheese Parade, organizzato da Formaggi Svizzeri, in collaborazione con Tery di Peperoniepatate!


venerdì 18 ottobre 2013

Dalla cantina alla cucina



Premetto che non sono un'intenditrice di vini, ma devo ammettere che per me il lambrusco è il vino più buono del mondo! 
Sarà perché a tavola, da quando iniziano i miei ricordi, una bottiglia di lambrusco non mancava mai.
Ma non è solo il ricordo...a piacermi è proprio lui, con il suo aroma fruttato, inconfondibile e ingiustamente sottovalutato, il suo colore rosso intenso, la sua "corposità". 
C'era una storia, che mio padre amava raccontare.
Da bambino era molto schizzinoso, e non voleva mai bere nel bicchiere in cui aveva bevuto qualcun'altro. 
In casa lo prendevano in giro per questo, soprattutto perché i tempi erano quelli che erano, e ai bambini non si concedevano capricci!
I miei nonni aveva una vigna, in una località chiamata "Lago", a pochi chilometri da dove abitavano.
A quei tempi un goccio di vino non si negava a nessuno, nemmeno ai bambini, e tutti sapevano che mio padre adorava il vino di Lago.
Ma i suoi fratelli, classico come da "manuale del bravo fratello", per fargli un dispetto, gliene versavano un dito in un bicchiere già usato.
Ecco, per quello faceva un'eccezione, e se lo gustava senza problemi!
Da come lo descriveva, ancora mi sogno di poter assaggiare quel lambrusco!

Oggi nessuno credo, darebbe vino ai bambini, soprattutto da quando si è scoperto che nei ragazzi sotto i sedici anni, l'attività dell'enzima che permette la metabolizzazione dell'alcool non è efficiente come in un adulto.
Ma vi assicuro, nessuno tra mio padre e i suoi dodici (sì, dodici!) fratelli e sorelle è mai diventato un alcolista, e anzi, hanno avuto tutti una lunga vita, l'ultimo ha 90 anni ed è in piena forma; per non parlare di mio nonno, che se ne è andato ultra-novantenne!
Verrebbe da pensare che il vino fa bene ai bambini, ma no, non è così!!!

Dei vari tipi di lambrusco, quello che preferisco è il Lambrusco di Castelvetro.
Che è il vitigno che coltiva mio cognato, e a questo mia sorella ha dedicato un post nel suo blog.
Adoro il momento in cui mi chiamano: siamo pronti, vieni con il tegame! 
Si apre il rubinetto e il tegame si riempie di mosto appena pigiato, fresco e profumato.
Vi sfido a resistere e a non berne un sorso subito!!


Il mosto cotto (o Saba)


2 litri di mosto di lambrusco non ancora fermentato

una stecca di cannella

3 chiodi di garofano

Versare il mosto in un tegame capiente e aggiungere le spezie.
Fare bollire a fuoco molto basso dalle 8 alle 12 ore, mescolando ogni tanto, fino a che il mosto si sara' ridotto a 1/3 del peso iniziale.

Solitamente poi procedo come per le marmellate, invasando appena tolto il tegame dal fuoco, chiudendo ermeticamente e capovolgendo.
Una volta aperto lo conservo in frigorifero.


Una curiosità: in alcuni libri di cucina modenese ed emiliana* ho trovato scritto che in passato venivano aggiunte, durante la cottura, una manciata di noci col guscio, che battendo contro il fondo e le pareti della pentola evitavano che lo sciroppo si attaccasse. A me non si è mai attaccato, anche senza noci, a patto che il fuoco sia davvero lieve.

La saba, che è una preparazione tipica anche di altre regioni, viene utilizzata qui per accompagnare i dolci tipici come i tortelli dolci fritti, gli sguazarot di castagne, il Pane di Natale, per preparare il "Savor", ma anche in abbinamento a formaggi stagionati, o come condimento per legumi e bolliti, ed è uno degli ingredienti dell'aceto balsamico tradizionale.
Un tempo, quando l'aria era pulita, i bambini la mescolavano alla neve e si gustavano un ottimo gelato!


I "Sughi"



1 litro di mosto di Lambrusco appena spremuto

100 grammi di farina 

50 grammi di zucchero semolato

Unire farina e zucchero in un recipiente, preferibilmente di coccio, e aggiunge poco mosto, mescolando bene a facendo attenzione a non lasciare grumi di farina. 
Versare tutto il mosto, e cuocere fino a che avrà raggiunto la consistenza di una crema.
Versare in coppette individuali, o in un unica ciotola. 
Li ho cosparsi di noci tritate perché trovo che i due gusti si abbinino bene.
I sughi si conservano in frigorifero, coprendo il contenitore con pellicola per alimenti, per circa una settimana.


Le ciambelle al mosto


Solitamente preparo queste, con un altro tipo di lievito, ma vengono più croccanti, e a dire il vero a me piacciono di più.
Ma mio marito mi aveva chiesto di provarne una versione più morbida, e questo è il risultato. 
Si possono congelare e torneranno più o meno fresche come prima.


500 grammi di farina

100 grammi di zucchero semolato (più altro per la superficie)

1 uovo intero

5 cucchiai di olio extravergine di oliva

250 grammi circa di mosto a temperatura ambiente

15 grammi di lievito di birra fresco

un pizzico di sale

50 grammi di uva passa

2 cucchiai colmi di semi di anice

noci tritate

Scogliere il lievito in poco mosto.
Incorporare tutti gli ingredienti e impastare a lungo, fino ad ottenere un impasto liscio.
Formare una palla e lasciare lievitare all'interno di una ciotola capiente, coperto con un piatto, fino al raddoppio.
Sgonfiare un poco il panetto, prelevarne dei pezzi e formare le ciambelline. Passare la superficie nello zucchero semolato, adagiarle su una teglia da forno, coperta da carta forno, e cuocere a 180 gradi centigradi fino a quando avranno assunto una bella colorazione dorata.



*"La vera cucina emiliana" di Paolo Petroni e "Cucina modenese" di Sandro Bellei


martedì 8 ottobre 2013

Crostata di pere con cioccolato e noci


Farina, noci e uova sono a chilometro zero, le pere a chilometri 3, circa :)
L'altro pomeriggio sono passata a prendere Tommaso, all'asilo, e siamo andati alla ricerca dell'azienda agricola che mi aveva segnalato mio cognato. 
Anche se le indicazioni erano abbastanza precise, l'impresa non si è rivelata semplicissima: le case coloniche qui sono tutte uguali, con il grande portico centrale (la "porta morta") che serve da collegamento tra abitazione, stalla e fienile.
Dopo aver percorso alcune strade sterrate senza risultato, abbiamo finalmente imboccato quella giusta, e con grande gioia di Tommi, abbiamo incontrato le mucche, libere, fuori dalla stalla; poi una colonia di dolcissimi micetti, le galline che scorrazzavano nell'aia, e infine un enorme cagnone nero da "guardia", che ci ha dato il benvenuto sollevando appena il sopracciglio destro per sprofondare di nuovo nel suo sonnellino pomeridiano.
Sotto al portico abbiamo trovato molto più di quello che avevo sperato: almeno 4 tipi di mele e di pere, zucche di tutti i tipi, patate, cipolle, uva, meloni e angurie (ne ho portata a casa una metà, non speravo che fosse ancora buona, e invece mi sbagliavo). 
C'erano ancora qualche cetriolo e qualche zucchina. 
Dopo 5 minuti è arrivata una nonnina, ribattezzata da Tommi, che così si rivolgeva a lei, facendole domande di tutti i generi,  la "Signora Contadina".
Prezzi ottimi, frutta e verdura di stagione che al supermercato se la sognano...
Ho preso un po' di tutto, anche 2 litri di latte crudo, alla macchinetta distributrice che incantava mio nipote sbuffando aria per allontanare le mosche.
Ci torneremo di sicuro!  

Crostata alle pere con cioccolato e noci




Pate sucrée:
dosi per 2 stampi da crostata diametro 24 cm

230 grammi di farina 00
40 grammi di farina di mandorle
140 grammi di burro morbido
90 grammi di zucchero a velo
1 uovo e 1 tuorlo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere

Unire tutti gli ingredienti, formare una palla, avvolgere la pasta con pellicola alimentare e raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore. 
Per una crostata del diametro 24 centimetri ne occorrerà circa la metà, il resto si può congelare.

Ripieno:
dosi per una crostata diametro 24 cm

3 pere grandi
70 grammi di zucchero semolato
semini di vaniglia

150 grammi di cioccolato fondente al 70%
una noce di burro
1 cucchiaio di panna fresca

2 uova
130 grammi di zucchero semolato
3 cucchiai colmi di farina 
1 cucchiaio di olio di semi
3 cucchiai di panna fresca

qualche noce 

Sbucciare le pere e tagliarle in quarti. Metterle in una casseruola e coprirle appena di acqua. 
Versare sulle pere i 70 grammi di zucchero e cuocere per 10 minuti. 
Scolare le pere e lasciare raffreddare. 
Riprendere la pasta dal frigorifero e stenderla, con l'aiuto di un po' di farina, ad uno spessore di 3 mm circa.
Coprire con questa uno stampo da crostata, tagliare l'eccesso dai bordi e bucherellare il fondo con una forchetta.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con una noce di burro e un cucchiaio di panna, mescolando per ottenere una crema perfettamente omogenea e lasciare intiepidire.
Spalmare la crema al cioccolato sulla base della torta, posizionare le pere formando un cerchio, fino a coprire tutta la superficie.
Cospargere con le noci, tritate grossolanamente.
In una ciotola sbattere bene le uova con lo zucchero, aggiungere 3 cucchiai di panna fresca, uno di olio, e infine la farina (ci sta benissimo anche farina di mandorle).
Versare il composto sulle pere.
Cuocere in forno a 170/180° C per circa 40 minuti.
Spolverizzare con zucchero a velo quando è fredda.





venerdì 4 ottobre 2013

Torta al cioccolato e latte di cocco



I colori più belli sono quelli caldi che la natura ci regala ad Ottobre. 


"Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria;
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino
di questo vecchio sole ottobrino
che splende nelle vigne saccheggiate."
V.Cardarelli


Amo l'autunno, la luce calda di certe giornate, i profumi, le ceste di mele e di noci, le zucche, le cataste ordinate di legna, pronte per il primo fuoco nel camino, le lunghe passeggiate in campagna.




E' un momento di rinascita, preannuncia un nuovo inizio, ed io mi sento piena di energia e di equilibrio: corro, mangio sano e torno finalmente a rilassarmi in cucina!




Torta al cioccolato e latte di cocco


Per la torta:

55 grammi di cioccolato fondente (al 70%)
85 grammi di cacao amaro in polvere
200 ml di acqua bollente
145 grammi di farina 00
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/4 cucchiaino di sale
90 grammi di burro morbido
180 grammi di zucchero semolato
50 grammi di zucchero di canna scuro
2 uova
275 ml di latte di cocco 

Per la ganache

125 ml di latte di cocco
 
125 grammi di cioccolato fondente (70 %)

Foderare una teglia rettangolare (non troppo capiente) con carta da forno e accendere il forno a 180 ° C. 
Tritare il cioccolato e metterlo in una ciotola con il cacao in polvere. 
Versarvi sopra l'acqua bollente. 
Mescolare fino a quando il cioccolato si sarà sciolto e la crema sarà liscia. 
Mettere da parte e lasciare raffreddare. 
Setacciare la farina, il bicarbonato, il lievito e il sale in una ciotola. 
Sciogliere il burro in una piccola casseruola. 
Unire gli zuccheri in una ciotola e aggiungere il burro morbido, frullando fino ad ottenere una crema soffice e ben montata, quindi aggiungere un uovo e continuare a montare.
Aggiungere l'altro uovo e frullare per altri 3 minuti circa, fino a quando il composto diventa chiaro e spumoso. 
Aggiungere il latte di cocco, sempre frullando, e poi il mix di cioccolato sciolto.
Infine aggiungere la farina e gli altri ingredienti in polvere, precedentemente miscelati.
Versare nella teglia preparata. L’impasto sarà piuttosto liquido.
Cuocere per 30 -  40 minuti, o fino alla prova stuzzicadenti. 

Lasciare raffreddare la torta e preparare la glassa:

Tritare il cioccolato in piccoli pezzi e metterlo in una piccola ciotola. 
Versare il latte di cocco in un pentolino e appena arriva a bollore versarlo sul cioccolato. 
Lasciare riposare per un minuto, quindi frullare fino ad ottenere una crema liscia. 
Lasciare raffreddare per 10 minuti prima di versare sulla torta. 

Cospargere, se volete, con farina di cocco.


giovedì 1 novembre 2012

Il babà e la castagna


Dopo le ricette di Teresa, Rossana, Sara, Pasqualina, Caris e Tinuccia, ed in contemporanea con Assunta, che oggi ci propone le "Pesche di babà al cioccolato", ecco la mia versione di questo dolce meraviglioso ma di non facile esecuzione.
Un babà d'autunno, inzuppato in uno sciroppo al rum che sa di castagna, e accompagnato da una voluttuosa mousse di castagne alla vaniglia.
Per la pasta babà ho scelto una ricetta di Michel Roux, tratta da "Frolla e Sfoglia": da tempo volevo provare una ricetta francese, un poco diversa da quella del babà tradizionale napoletano. 
Se avete voglia di leggerla, e ve lo consiglio perché è molto interessante, la storia del babà la trovate qui.


Per la pasta babà di Michel Roux:
circa una ventina di stampini

65 grammi di latte tiepido
30 grammi di lievito di birra
500 grammi di farina forte (con W dai 350 ai 400)
10 grammi di sale
8 uova 
125 grammi di burro fuso di ottima qualità, lasciato intiepidire e mescolato con
45 grammi di zucchero semolato

Versare in una ciotola il latte e sbriciolarvi il lievito di birra, mescolare bene per scioglierlo perfettamente.
Nella ciotola dell'impastatrice (è indispensabile l'utilizzo di un'impastatrice, cercare di incordare quest'impasto a mano sarebbe molto laborioso), con il gancio, versare metà della farina, il latte con il lievito e il sale. Azionare la macchina per amalgamare e inserire un uovo alla volta intervallato da una cucchiaiata di farina. 
Quando l'impasto avrà assorbito l'ultimo uovo, unire la restante farina e impastare a bassa velocità per 5 minuti circa. 
Raschiare con una spatola le pareti della ciotola e azionare di nuovo l'impastatrice a velocità media, fino a che l'impasto non si sia incordato (la ricetta dice 10 minuti, al mio impasto non sono bastati, sono arrivata a  20 minuti!).
Mescolare il burro con lo zucchero e aggiungere poco alla volta questo composto all'impasto, con velocità al minimo.
Una volta assorbito il burro, aumentare la velocità e impastare fino a  incordatura dell'impasto, che si presenterà elastico, ma molto morbido.
Togliere il gancio, girare l'impasto nella ciotola e lasciarlo lievitare per circa 2 ore a una temperatura di 24°C. Riprendere l'impasto,  e porlo in frigorifero, ben coperto, per circa 1 ora.

Porzionare, ungendosi bene anche le mani con burro morbido e formando delle palline (questo post di Tinuccia mi è stato molto utile!) che andranno inserite negli stampini ben imburrati (ma non infarinati).
Appoggiare gli stampini su una teglia, coprire con un foglio di pellicola trasparente, solo appoggiato, per non fare prendere aria all'impasto. Lasciare lievitare per circa 45 minuti, finché saranno raddoppiati di volume.
Togliere molto delicatamente la pellicola, in modo che, se si dovesse essere attaccata alla cupoletta che si sarà formata,  si stacchi senza creare strappi.
Scaldare il forno a 180°C e cuocere i babà per una ventina di minuti. Sformarli subito e appoggiarli su una griglia a raffreddare.

Per la bagna di sciroppo di castagne, da preparare qualche giorno prima : 

500 grammi di marroni o castagne grosse 
una pentola di acqua per lessarli

600 grammi di zucchero semolato
1 litro di acqua
1 baccello di vaniglia e i suoi semi (o estratto naturale)

Rum scuro (almeno 250/300 grammi) 


Incidere le castagne con un coltellino affilato, facendo attenzione a non tagliare la polpa ma solo la buccia. Versarle in una pentola di acqua, portare a bollore e lessarle per 15 minuti.  Scolare e sbucciare le castagne: questa è la parte della ricetta davvero rognosa, ma vale la pena di faticare un po'! 

Versare in una grande casseruola lo zucchero, l'acqua e la vaniglia.
Mettere su fuoco medio e, quando lo zucchero si sarà sciolto, alzare il fuoco e portare a ebollizione. 
Lasciare bollire per 3 minuti, abbassare la fiamma, aggiungere i marroni con delicatezza, e cuocere a fuoco lento riportando a bollore e cuocendo per 1 minuto.
Spegnere il fuoco, coprire e lasciare per 12 ore a temperatura ambiente.
Passato il tempo, togliere le castagne con delicatezza, per evitare di danneggiarle.
Portare ad ebollizione lo sciroppo per 3-4 minuti, quindi versare delicatamente i marroni e lasciare cuocere per 2 minuti. Riposo per altre 12 ore. Ripetere questo processo altre 2 volte.
Togliere le castagne, che potranno servire per guarnire il dolce. 
Quelle che rimangono si potranno conservare immerse nel rum o altro liquore, in vasetti a chiusura ermetica, aggiungendo magari una stecca di cannella: con una bella etichetta, potranno diventare dei piccoli pensieri per il prossimo Natale.

Filtrare lo sciroppo che rimane e, quando sarà freddo, aggiungere la quantità di  rum che si ritiene opportuna, io tendo ad abbondare:). Tenere da parte.

Per la composta di castagne alla vaniglia:
(si può preparare con largo anticipo)


300 grammi di castagne (pesate già lessate e sbucciate)
200 grammi di zucchero semolato
estratto naturale di vaniglia (o i semini di un baccello)
2 bicchieri di acqua
1 bicchierino di ottimo rum scuro (facoltativo)

Lessare le castagne (ci vorrà circa 1 ora). Farle raffreddare, spellarle e ridurle in purea.
Versare la purea in una casseruola a fondo spesso, aggiungere la vaniglia (o i semi di un baccello), lo zucchero e l'acqua. Cuocere a fuoco basso per circa 40 minuti, mescolando spesso.
Si conserva in frigorifero per qualche giorno, oppure in vasetti a chiusura ermetica, opportunamente sterilizzati, per qualche mese.
Naturalmente esistono in commercio composte di castagne già pronte, visto che il tempo a disposizione è sempre poco...ma sarà difficile che contengano vaniglia naturale.

Mousse di castagne

200 grammi di composta di castagne (vedi sopra)
200 grammi di panna montata

Preparare la mousse mescolando delicatamente la composta di castagne con la panna montata.

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Riscaldare lo sciroppo di castagne e rum in una pentola alta e non troppo profonda (non deve essere caldissimo, altrimenti l'alcool evaporerà).
Immergere i babà nello sciroppo, pochi alla volta, rigirandoli varie volte per favorire l'assorbimento, poi appoggiarli sulla griglia, con la parte arrotondata rivolta verso il basso. 
Guarnire i babà con la mousse di castagne, aiutandosi con una tasca da pasticcere, e decorare a piacere.


E infine, ecco l'abbinamento con il vino consigliato da Luciano Pignataro:


"Per questo dolce ricco di carattere propongo un fiano passito, il Privilegio dei Feudi di San Gregorio, fresco, scattante, non stucchevole, in grado di ripulire il palato dopo aver affrontato questo dolce di grande importanza. Un abbinamento perfetto."

Domani non perdetevi l'ultima versione di babà, da Sonia: il "Babà di farine antiche" !

venerdì 19 ottobre 2012

La mia torta di mele preferita

 
L'intesa tra me e questo dolce dura ormai da parecchi anni: posso affermare senza dubbio che sia la mia Torta di mele preferita, e io nutro una vera passione per le torte di mele! 
La ricetta, nota a tutti i food-blogger e forum di cucina italiani, è di Marina Braito, che non conosco personalmente ma che vorrei finalmente ringraziare per averla condivisa :)
Si presta a innumerevoli varianti: con le pere, le pesche,  altra frutta fresca, diminuendo la quantità di panna e aumentando lo yogurt, aggiungendo aromi diversi, oppure un goccio di liquore a piacere...io la preferisco semplicemente con mele e cannella.


Torta di mele sbriciolata 
per una teglia di diametro 24 cm

200 grammi di farina 00
150 grammi di  zucchero semolato
100 grammi di burro, freddo di frigo
1 cucchiaino di lievito in polvere

2 uova intere
200 grammi di panna fresca liquida
125 grammi di yogurt bianco 
100 grammi di zucchero di canna
cannella (se vi piace)

1 kg di mele 

In una ciotola capiente, impastare grossolanamente la farina, setacciata con il lievito, con lo zucchero semolato e il burro a dadini: devono formarsi delle grosse briciole di impasto, non deve essere un impasto ben compattato.
Coprire, con 3/4 di questo impasto a briciole, il fondo di una tortiera apribile del diametro di 24 centimetri.
Sbucciare le mele e tagliarle a fette sottili, sistemarle sullo strato di pasta, e coprire con il resto dell'impasto, senza premere.
Cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti. 
Nel frattempo sbattere con una frusta la panna, lo yogurt, le uova e lo zucchero di canna (ed eventualmente la cannella). 
Terminati i 20 minuti di cottura togliere la teglia dal forno e versare sulla torta il composto di uova, rimettendo poi in forno a completare la cottura, per circa 40 minuti.



giovedì 4 ottobre 2012

Torta speziata alla zucca


Ci sono due cose che portano automaticamente il mio pensiero all'Autunno: la torta di mele e la zucca, in qualsiasi veste.
Adoro la zucca: mi posso sbizzarrire tra tortelli, risotto e torte di zucca, come questa, trovata qui.
E' una torta umida e compatta, molto morbida e che si scioglie in bocca in un'esplosione di sapori!


Torta speziata alla zucca - Pumpkin Spice Cake

110 grammi di burro a temperatura ambiente
270 grammi di zucchero di canna chiaro
2 uova grandi
240 ml di purea di zucca
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 grammi di farina 00 setacciata
1/4 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino (5 grammi) di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di zenzero in polvere
1/4 cucchiaino di noce moscata in polvere
120 ml di latticello a temperatura ambiente
(se non lo trovate unite 120 ml di latte con 1/2 cucchiaio di aceto o succo di limone. Mescolate e lasciate riposare per 10 minuti prima di utilizzarlo).

Glassa alla crema di formaggio::
230 grammi di formaggio cremoso, temperatura ambiente (io ho usato Quark)
55 grammi di burro a temperatura ambiente
2 cucchiai di sciroppo d'acero puro
200 grammi di zucchero a velo 

Per Guarnire:
50 grammi di noci 

Accendere il forno a 180 gradi C.

Imburrare e infarinare una tortiera del diametro di 20 centimetri, o uno stampo da plumcake. 
Montare il burro e lo zucchero con uno sbattitore elettrico per circa 3 minuti. 
Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta.
Aggiungere la purea di zucca e l'estratto di vaniglia e amalgamare bene.
In una ciotola separata, unire la farina, il bicarbonato, il lievito, il sale e le spezie.
Aggiungere la farina e il latticello alternativamente al composto di zucca, in tre aggiunte, iniziando e terminando con la miscela della farina.
Versare nello stampo e cuocere in forno per circa 25 -30 minuti, prova stecchino.
Raffreddare su una griglia per 10 minuti e poi rimuovere dallo stampo.
Raffreddare completamente prima di glassare.
per la glassa: Mettere la crema di formaggio e il burro in una ciotola e montare bene. Aggiungere lo sciroppo d'acero e lo zucchero a velo un po' alla volta e amalgamare, fino ad ottenere la giusta consistenza.
Servire la crema a fianco della torta, come ho fatto io, oppure tagliare la torta in due e farcirla con uno strato di crema.Coprire con l'altra metà e spalmare la crema anche sulla superficie della torta. 
Guarnire con le noci.
Mettere in frigorifero, ma riportare a temperatura ambiente prima di servire.

lunedì 24 settembre 2012

Cosce di pollo arrosto con fichi e mandorle

Da "fresh+fast" di Michele Cranston, un ottimo secondo per il pranzo di ieri!


Ingredienti per 2/4 persone:

4 cosce di pollo (o sottocosce)
4 fichi tagliati a quarti
80 grammi di mandorle spellate (io le ho messe con la pelle)
4 spicchi di aglio schiacciati (io erba cipollina)
il succo di 1 limone
2 cucchiai di miele
sale
olio extra vergine di oliva

Riscaldare il forno a 180 gradi.
In una pirofila da forno sistemare il pollo, le mandorle, l'aglio e i fichi.
Salare e cospargere con il succo di limone e il miele.
Coprire la teglia con un foglio di alluminio e infornare per 40 minuti circa, poi togliere l'alluminio e continuare la cottura per altri 20 minuti circa, girando le cosce e irrorando con il sughetto di tanto in tanto.
Servire con una fresca insalata mista.




martedì 18 ottobre 2011

Autunno: Torta di mele - Blue ribbon Apple pie


Sicuramente ve l'ho già detto: per me il tepore rassicurante e confortevole di una casa d'autunno non è tale senza  il profumo di una buona torta di mele! Di ricette ce ne sono un'infinità,  provengono da tutti gli stati del mondo (e credo di averle provate tutte!!!).
Questa è la versione della classica torta di mele tipica degli Stati Uniti d'America, ed è una delle torte di mele che preferisco: io la chiamo torta di mele senza uova!
Mi hanno regalato questo piccolo librino tanti anni fa e credo di averne provato ormai tutte le ricette: all'inizio è stato un po'difficoltoso per l'uso delle cups, ma qui vi ho messo dosi collaudate:)

Torta di mele americana
Blue ribbon Apple pie
Ingredienti per una torta del diametro di 24 cm.:

per la base (Pie crust):
260 grammi di farina 00
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
1/4 di cucchiaio di cannella
1 pizzico di noce moscata grattugiata (facoltativa)
80 grammi di burro freddo, a pezzettini
75 grammi di acqua (circa)

In una ciotola versate zucchero, farina, sale, cannella e noce moscata. Mescolate e aggiungete il burro freddo, tagliato a cubetti. Impastate con la punta delle dita fino a che otterrete un composto sabbioso. Aggiungete l'acqua, poca alla volta - non è detto che vi occorra tutta - e impastate. Formate una palla e dividetela in due parti, una poco più grande dell'altra. Coprite con pellicola la parte più piccola e conservatela in frigo.
Stendete la parte più grande e ricoprite una teglia da forno (meglio se con i bordi removibili) formando anche un bordo. Bucherellate con una forchetta la base. Intanto accendete il forno a 180°C.

per il ripieno:

120 grammi di zucchero
30 grammi di zucchero di canna
40 grammi di farina 00
1/2 cucchiaio di cannella
130 grammi di panna fresca
15 grammi di burro fuso
4 mele grandi, tagliate a dadini

per la finire:
poco burro fuso, da pennellare sulla superficie
zucchero semolato, da spargere sopra

Unite tutti gli ingredienti, tranne le mele, in una ciotola e mescolateli bene con una frusta.
Unite le mele e mescolate bene in modo che l'impasto cremoso le avvolga completamente.
Versate il ripieno sulla base che avevate preparato e stendete l'altro pezzo di pasta, in modo che possa coprire la torta. Sigillate bene i bordi e praticate dei fori sulla superficie. Pennellate la superficie con burro fuso e spolverizzate con zucchero semolato.
Mettete in forno per circa 40 minuti, o fino a che la crosta prende un bel colore nocciola e dai fori praticati si vede ribollire il ripieno.
Lasciate raffreddare e, se volete, spolverizzate con zucchero a velo.


Una passeggiata nei dintorni di casa: eccolo l'autunno, con tutti i suoi colori!



melograni

Antichi frutti ormai dimenticati: nespolo comune

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