mercoledì 29 agosto 2012

Una lunga, terribile estate


Il 29 luglio scorso, esattamente un mese fa, di domenica mattina, mio padre moriva
nel suo letto, circondato dall'amore della sua famiglia.

La fase più importante della mia vita si è conclusa, irrimediabilmente, non esiste più.
Mi sento amputata. 
Ho perso una parte di me, delle mie radici.

Ho avuto un papà solido, forte e buono, intraprendente ma realista, generoso ed altruista.
Era un uomo carismatico, colto, appassionato di storia, tanto che avrebbe potuto insegnarla a scuola.
Mio padre è morto per una malattia che gli ha prosciugato il corpo, ma il suo spirito è rimasto fino all'ultimo quello di un ventenne, con in testa un milione di sogni e di progetti.
Ho sempre pensato che fosse nato sotto una buona stella, non poteva che avere una vita meravigliosa davanti e l'ha vissuta godendo di ogni momento.
La sua vita poteva essere un romanzo, ma non è riuscito a finire di scrivere le sue memorie.
E' sempre stato però un "instancabile narratore di meravigliose avventure", come dice mia figlia.
Storie che sono impresse nei nostri cuori e che niente potrà cancellare.

Lo cerco ovunque, attenta a qualsiasi segnale.
E lo sento, costantemente. 
Mi accompagna, ci accompagna.
Lo vedo in mio fratello e nei gesti delle mie sorelle. 
Lo vedo quando guardo mio nipote, figlio di mio fratello, che è il suo clone-bambino e che si starà 
chiedendo come mai queste zie stiano diventando ancora più "appiccicose".
Lo vedo guardando il luogo in cui viviamo, gli alberi che ha piantato, tutto ciò che ha costruito.
Ho il suo naso, la sua bocca, e le sue mani e
quando perdo la pazienza mi accorgo di reagire esattamente come lui.
Quello che  non potrò più avere, è il suo abbraccio, un suo prezioso consiglio,
sono le sue critiche stimolanti, è il suo conforto, il suono della sua risata.

Mi manca così tanto che a volte il vuoto è insopportabile e la disperazione sembra non avere fine. 
Ci sono momenti invece in cui, sorprendentemente, riesco a distrarre il pensiero 
e persino a ridere di qualche cosa.
Mi sembra così terribilmente strano: la vita va avanti, anche senza di lui.

Mio padre ha vissuto dagli otto ai ventidue anni vicino a Tripoli, in Libia, in una fattoria. 
Ritornava in quella città appena poteva, spesso accompagnato da mia madre.
 Al ritorno ne descriveva profumi, sapori, la brezza del mare, 
il caldo secco che toglieva tutti i dolori alle ossa, la cordialità e l'onestà della gente, 
i vicoli della città vecchia, con le sue botteghe artigiane e le spezie che entrano nei polmoni. 
Rimaneva ogni volta incantato di fronte alla bravura degli artigiani che lavorano l'oro.


Quando scendeva finalmente dall'aereo, la sera, non vedeva l'ora di infilarsi nel suo ristorantino preferito, 
vicino al mare, per gustarsi una shorba aromatica, come "solo a Tripoli sanno fare!".
La prima foto è stata scattata da mio padre in uno dei suoi ultimi viaggi, durante una cena a casa di amici.
In primo piano l'immancabile couscous, in secondo piano le ciotole di shorba.


Se ho un rimpianto, ora, è di non averlo mai accompagnato in uno dei suoi viaggi nella terra che amava tanto.

Per anni ho cercato una ricetta che potesse assomigliare alla sua shorba.
Nei suoi ultimi giorni, quando aveva ormai perso la voglia di mangiare,
per invogliarlo avevo tradotto dall'arabo una decina di ricette e ne avevo elaborato una versione.
E' stata una delle ultime cose che ha mangiato con gusto. 
"E' lei!", mi ha detto!
Eccola la tua shorba papà, con tutto il mio amore.



Shorba (zuppa) tripolina di pollo e spezie



Ingredienti per 4/6 persone:

250 grami di polpa di pollo (sottocoscia o petto)
8 cucchiai di olio di oliva extra vergine
qualche pomodoro fresco da salsa, privato della pelle e ridotto a piccoli cubetti
(va bene anche salsa di pomodoro già pronta)
1 tazza di ceci lessati
2 cipolle affettate finemente
1 cucchiaio di sale
1/2 cucchiaino di pepe di Cajenna (solo se vi piace piccante)
1/2 tazza di pastina tipo "risini" o orzo
1/2 tazza di prezzemolo tritato
1/2 tazza di coriandolo tritato
un pugno di menta fresca tritata
10 tazze di acqua (in due aggiunte)
1 cucchiaio e 1/2 di mix di spezie nordafricano*

In una pentola abbastanza alta versare l'olio e la cipolla a rosolare.
Aggiungere il pollo, tagliato a coltello in pezzetti molto piccoli e lasciarlo colorire.
Aggiungere i ceci, leggermente schiacciati con l'aiuto di una forchetta.
A fuoco medio aggiungere il pomodoro, il mix di spezie, il pepe di cajenna e il sale.
Lasciare insaporire qualche minuto e aggiungere 5 tazze di acqua.
Una volta raggiunto il bollore, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per una quarantina di minuti.
Aggiungere l'acqua rimanente e riportare la fiamma a fuoco medio.
Quando raggiunge l'ebollizione aggiungere la pastina, mescolando spesso.
Una volta cotta, spegnere il fuoco e aggiungere prezzemolo, coriandolo e menta tritati.

Mix di spezie nordafricano:

3 cucchiai di cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano tritati (io non l'ho messo)
3 cucchiai di paprika
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di pepe nero macinato
1 cucchiaino di cumino in polvere (io ne ho messa una puntina)

Mescolare tutti gli ingredienti e conservare in un barattolo chiuso, in luogo fresco.





21 commenti:

  1. Dany... non potevi meglio descrivere papà... <3

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    1. Non è mai abbastanza però, vero? E' difficile descrivere davvero quello che era papà!:)

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  2. Un piatto creato con amore...
    Ti sono vicina.

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    1. Grazie Stefania, tanto amore davvero:)

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  3. Ti abbraccio, pur non conoscendoti di persona, perchè conosco la sensazione che si prova quando un genitore va via.....

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    1. Grazie Simona, immaginavo che fosse una sensazione terribile, ma non immaginavo quanto mi sarebbe mancato...

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  4. Il tuo post più bello, Daniela. COmplimenti a te e al tuo papà perchè la tua descrizione non poteva essere più precisa e affettuosa di così. E quel piatto riporterà sempre le sue emozioni e il suo sorriso!

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    1. Ti ringrazio Maria Grazia, lui si meritava questo e molto di più:)
      E' proprio così, questa rimarrà sempre la sua shorba...

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  5. ..sono solamente passato dall'altra parte,
    è come se fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io, tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l'uno per l'altra,lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare.
    Parlami con lo stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce e non assumere quell'aria triste, continua a ridere di quello che ci faceva gioire, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
    Sorridi.
    Pensami.
    Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
    Rassicurati, va tutto bene, ritroverai il mio cuore, la sua tenerezza.
    Asciuga le tue lacrime, e non piangere.
    Il tuo sorriso è la mia pace. (H.S.H)

    Per il tuo papà e per il mio.
    Giovanna.

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    1. Mai come adesso, leggendo questa poesia penso che sia proprio così, sono proprio dietro l'angolo i nostri papà:) Ti ringrazio tanto Giovanna, per avermela ricordata:)

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  6. Un abbraccio anche se non ci conosciamo, e forse anche se ti seguo da un po' questo è il mio primo commento, ti capisco e ti stringo forte, anche il mio babbo se n'è andato quest'anno , il 15 marzo, dopo 6 anni in cui la sua mente vagava sempre più per luoghi a noi sconosciuti.. anche io somiglio sia fisicamente che caratterialmente più a lui che a mia madre e mia mamma mi ripete spesso in questi mesi di come sia sempre più uguale a lui..

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    1. Un grande abbraccio anche a te Criss, mi spiace per il tuo babbo...Grazie per le tue parole:)

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  7. Non ci sono mai parole in queste situazioni ...
    Lui è stato un grande papà e tu sei stata sicuramente una brava figlia, vicina e premurosa sino all'ultimo ... e gli ha rifatto riassaggiare la sua adorata shorba ...
    Ti mancherà tantissimo, è inutile negarlo .. ma continuerà a vivere in tutti voi.
    Un forte abbraccio
    Monique

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  8. Ciao Monique, grazie per il tuo conforto, un abbraccio a te:)

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  9. non si può non emozionarsi leggendo questo post. La mia più grande paura è proprio questa, perdere la persone che amo.
    Un abbraccio virtuale ma, sincero!

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    1. E' la cosa che temiamo di più un po' tutti, credo, ma quando accade è davvero terribile. Grazie:)

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  10. :( mi dispiace davvero tanto!!! TI SIAMO VICINO!!!

    -Kate

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  11. Sono appena arrivata nel tuo blog,ho perso anche io il mio papa' guardiamo avanti e ricordiamo i momenti felici! <3

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    1. Esatto, quei momenti non ce li toglierà nessuno! Un abbraccio :)

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